Il viaggio è un'occasione per scoprire l'identità di un luogo, ritrovarne le radici nella cultura, nell'arte, nei cibi e anche nell’artigianato.
C'è un crescente interesse nei confronti di itinerari turistici insoliti, alla scoperta di curiosità locali; da qui il turismo biografico, il cineturismo, il turismo enogastronomico. Ma non va sottovalutata la formula del turismo dell'artigianato che fa conoscere botteghe e lavorazioni, collezioni e musei particolari.
C'è un crescente interesse nei confronti di itinerari turistici insoliti, alla scoperta di curiosità locali; da qui il turismo biografico, il cineturismo, il turismo enogastronomico. Ma non va sottovalutata la formula del turismo dell'artigianato che fa conoscere botteghe e lavorazioni, collezioni e musei particolari.
La Campania conta numerose forme di artigianato, da quelle più conosciute come la porcellana di Capodimonte che ancora oggi ha una sua scuola, a quelle più insolite come gli ombrelli di Talarico. Qui citeremo soltanto alcune delle produzioni di punta dei capoluoghi campani ma tanto c'è da scoprire e da promuovere su nuovi itinerari tematici.
Ricordiamo senz'altro le figurine del presepe napoletano e il corallo di Torre del Greco con il cammeo, un gioiello dal design antico, più di duemila anni; i sandali di Capri, amati da Jacqueline Kennedy a cui fu dedicato il modello "K", e la pregevole tarsia lignea di Sorrento, anch'essa tramandata da secoli.
La ceramica, la più famosa quella di Vietri, ha il fascino di una tradizione complessa poiché si è differenziata in tecniche e colori, dal beneventano al salernitano.
Benevento e Salerno condividono anche la lavorazione della pietra, del ferro battuto e dei cesti. Ricordiamo anche la carta di Amalfi, eredità medievale degli Arabi, e l'abbigliamento di Positano, fatto di stoffa grezza e linee un po' marinare, un po' arabeggianti.
Benevento e Salerno condividono anche la lavorazione della pietra, del ferro battuto e dei cesti. Ricordiamo anche la carta di Amalfi, eredità medievale degli Arabi, e l'abbigliamento di Positano, fatto di stoffa grezza e linee un po' marinare, un po' arabeggianti.
Il Casertano vanta la preziosa tessitura di sete e stoffe damascate, che all'inizio erano privilegio della sola corte borbonica, e la lavorazione di ceramica, rame e vimini. Ad Avellino spiccano soprattutto la produzione di merletti al tombolo e la concia e lavorazione delle pelli.
Oggi l'artigianato va perdendosi e con esso si rischia di perdere parte del nostro patrimonio culturale insieme a opportunità di lavoro. Il recupero di certe conoscenze con nuove competenze può favorire la microimpresa dell’artigianato. In più con il turismo si può stabilire un legame di reciproche influenze e benefici. La tradizione artigianale insieme a comunicazione, marketing, promozione turistica e finanziamenti d’impresa può trasformarsi in forte risorsa economica.

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