giovedì 12 luglio 2012

La terra del fuoco

Vesuvio, cratere
Quando si pensa a Napoli, viene in mente il Vesuvio. Ma il fuoco che ha reso questa terra inquieta, fertile e affascinante non è solo in questo vulcano. L'ultima eruzione del Vesuvio risale al 1944 ma è ancora attivo e gli studiosi ne sorvegliano il sonno profondo. Oggi appare come una modesta montagna di quasi 1300 metri coi segni delle passate eruzioni. Dalla pietra lavica artigiani della zona ricavano cammei, quadri, tavoli da terrazzo e da giardino.

Salire sulla cima del Vesuvio è come entrare in una cartolina tradizionale di Napoli. Se volete fare a meno dell’auto, prendete il treno locale della Circumvesuviana dalla stazione ferroviaria di Napoli. Giunti a Ercolano, taxi e navette private vi porteranno a mille metri dal cratere. Da lì si parte per un percorso a piedi di circa mezz’ora. Il sentiero non è troppo ripido ma all’inizio della salita, se volete, potrete prendere liberamente da alcuni contenitori dei bastoni di legno per aiutarvi nella camminata.

Vesuvio da Pompei
Quando arrivate in cima, la vista è spettacolare: da un lato, a 300 metri sotto di voi, c'è il fondo del cratere da cui sale ancora un rivolo di fumo; dall’altro versante, la vegetazione, le case dei paesi circostanti, il mare e uno scorcio degli scavi di Pompei. 
Nel 1995 un’area di 1000 ettari, compreso il cratere, diventò Parco Nazionale. Vi nidificano uccelli rapaci e canori e vi crescono un migliaio di specie tra  fiori ed erbe medicinali.
   
Il Vesuvio è solo una parte di un complesso vulcanico che comprende l’area dei Campi Flegrei e le isole flegree Ischia, Procida e Vivara. I Campi Flegrei sono un’ampia zona con più di venti crateri vulcanici a nord ovest di Napoli. Alla Solfatara si arriva col treno della Metropolitana 2, a meno di un chilometro dalla stazione "Pozzuoli- Solfatara".  Il versante dei laghi vulcanici Averno, Lucrino, Fusaro e Miseno è raggiungibile col treno della Cumana. Qui gli antichi Greci e Romani dell’aristocrazia trascorrevano le vacanze e già allora vi erano impianti di cure termali.

Stufe nella Solfatara, Pozzuoli
Le terme della Solfatara sono state attive fino alla fine dell'800. Sotto il terreno giallo di zolfo e d'argilla la temperatura è di circa 100°C e l’aria è piena di vapori; è un'esperienza suggestiva, le percezioni di vista, udito e olfatto cambiano. Le vicine terme del cratere di Agnano sono ancora attive e sono soprattutto terapeutiche, quelle di Lucrino anche per il relax; famosi il "Lido Nerone-Lo scoglio" con vasche d'acqua calda sulla spiaggia e le "Stufe di Nerone", sulle stesse saune di epoca romana.

Vicino al lago Lucrino è sorto nel 1500 il Monte Nuovo, il vulcano più giovane d'Europa. Questo fa parte della Riserva WWF degli Astroni col cratere omonimo, anch'esso antico centro termale. Poi c'è il lago d’Averno, che gli antichi consideravano l’entrata dell’Oltretomba. In una caverna vicina, La Sibilla, una veggente di epoca greca, scriveva le sue previsioni su foglie di palma.

Poco distante c'è il lago Fusaro, sul cui isolotto fu costruita nel 1700 la piccola e preziosa Casina Vanvitelliana, rifugio del Re di Napoli nelle sue battute di caccia e di pesca.
A Baia, parte dell’antica città è sommersa dal mare a causa del bradisismo, fenomeno di innalzamento e abbassamento del suolo, e c’è un parco archeologico marino che potrete visitare con immersioni subacquee o con imbarcazioni locali dallo scafo trasparente. Il bradisismo è particolarmente evidente nel sito archeologico del Tempio di Serapide a Pozzuoli.

Ischia
La natura vulcanica della Campania si estende fino alle isole e ha dato origine alle terme più famose della regione fin dall'epoca greca e romana, quelle di Ischia. Anche Procida e Vivara sono di origine vulcanica, nate dalle eruzioni di almeno sette diversi antichi vulcani, ormai spenti e in gran parte sommersi. Il segreto della bellezza di questi luoghi è il fuoco che ha trasformato l’acqua, la terra, rendendo tutto più carico di colori e di vita. E questo fuoco scalda anche il cuore.

Nessun commento:

Posta un commento